#Coworkersiamonoi. Intervista ai People 4 Work

#COWORKERSIAMONOI intervista oggi i nostri coworkers della società PEOPLE4WORK.

1) Ciao ragazzi. Potete far conoscere meglio la storia della vostra società People4Work e quali servizi offre ai suoi clienti?

Siamo nati come gruppo di lavoro tantissimi anni fa prima di diventare una società. Abbiamo iniziato un cammino insieme che è nato proprio qui a Monterotondo nel 2002 in un’azienda di terze persone che ha avuto alterne fortune. Nel 2012, trovandoci in mobilità abbiamo deciso di rimboccarci le maniche e non perderci di entusiasmo mettendoci in proprio con la People4Work.

Quello che facciamo noi sostanzialmente è design e progettazione in ambito web. Partiamo dalla gestione di brand identity, siti web, strutture progettazione per applicazioni e contenuti web di ogni tipo. Spaziamo spesso in altri ambiti della comunicazione con servizi corredati al nostro core business e là dove serve, organizziamo eventi sia per terze parti che per format proprietari.

2) Da quanto tempo People4Work è all'interno del coworking Lab22?

Da più di due anni, siamo arrivati a febbraio 2014.

3) Perché la scelta di lavorare in un coworking?

La scelta iniziale era legata ad un discorso puramente di natura economica. Dovendo partire da zero nella creazione della nostra società e non essendo imprenditori, dovevamo necessariamente avere una spesa iniziale contenuta. Parallelamente a questo era stimolante l’idea di poter creare una nuova rete di collaborazioni in un ambiente in cui ci sarebbero state sicuramente, come poi si è verificato, realtà simili e meno simili alla nostra con la quale collaborare.

4) Quali sono i vantaggi di lavorare in spazi condivisi con altri professionisti?

Sicuramente la possibilità di avere sempre dei punti di vista, di avere la possibilità di creare delle soluzioni e di mettere in discussione rispettivamente le idee in maniera tale da avere sempre un confronto con l’esterno. Stare in un ufficio nostro e al chiuso avrebbe portato ad un isolamento maggiore, in quel caso l’unica opportunità che hai per un confronto è vedere dei clienti o frequentare degli eventi. Non ci sono svantaggi a stare in un ambiente condiviso se si impara a rispettare il prossimo.

5) Come sono i rapporti con gli altri coworkers?

Nella realtà del Lab22 il confronto è quotidiano con aziende che fanno un lavoro simile al nostro. È utilissimo perché ci si relaziona e ci si riesce a compensare tanto da far nascere collaborazioni pratiche ed effettive. Come quella con Dual Informatica per la realizzazione dell’app SìSalute che è un progetto che permetterà, una volta pubblicato, di avere un motore di ricerca nazionale per tutti quelli che sono i servizi legati al mondo sanitario, quindi ricerca di farmacie, professionisti e laboratori di analisi. Un’interazione continua, uno scambio di clienti che è molto interessante, come quello con Interno 17. Mentre loro gestiscono tutta la parte di progettazione interna del locale del cliente, noi ne curiamo la brand identity e la comunicazione.

6) Progetti in corso?

Su segnalazione di Luca CMK Servizi e con la partecipazione di Marconi ArtLab, stiamo collaborando ad un progetto legato al mondo della scuola: il restyling di tre portali che realizzano dei contenuti per l’azienda simulata, un’idea che viene utilizzata nelle scuole superiori. Tramite un software, le scuole possono sostituire all’alternanza scuola lavoro un percorso simulato per far apprendere agli studenti le modalità di creazione necessarie di un’azienda. La riforma della scuola prevedrebbe che questo tipo di percorso si faccia nelle aziende che sono sempre troppo poche rispetto agli studenti su territorio nazionale. Più di un’azienda ha cercato di ovviare a questa mancanza creando dei simulatori con programma informatizzato.

7) Come vedete il coworking da qui a cinque anni?

In espansione, perché purtroppo le difficoltà continuano ad esserci, sempre più persone ragionevolmente punteranno su questo meccanismo sia perché funzionale, sia perché utile per il valore aggiunto delle relazioni che si creano. Pensiamo che sempre più persone lo faranno se ci saranno strutture logisticamente adatte ad ospitarle. Per quanto riguarda la nostra realtà c’è l’impegno e la volontà di ingrandirci. Più aziende significano più relazioni complementari verso una sinergia sempre più stretta.