#Coworkersiamonoi. Intervista a Franco e Romilda della Marconi Art Lab

#COWORKERSIAMONOI intervista oggi i nostri coworkers Franco e Romilda  della MARCONI ART LAB.

1) Ciao Franco e Romilda. Potete far conoscere meglio la storia della vostra società Marconi Art Lab e quali servizi offre ai suoi clienti?

La società è nata oltre dodici anni fa. Prima offrivamo la nostra creatività ad altre agenzie, poi abbiamo curato, con il tempo, i clienti diretti sia della zona che al di fuori. Adesso offriamo grafica, comunicazione, brand identity e strategie di comunicazione per aziende. Insieme alle altre società presenti all’interno del coworking Lab22 curiamo anche il web e il social media management.

2) Da quanto tempo Marconi Art Lab è all'interno del coworking Lab22?

Dall’inizio, ne siamo infatti i fondatori. Sono già quattro anni che facciamo parte di questo nuovo mondo lavorativo.

3) Perché la scelta di aprire un coworking?

La scelta di aprire un coworking è stata dettata dalla necessità, cambiando il comune della sede operativa da Mentana a Monterotondo, abbiamo deciso di creare uno spazio più ampio per poter accogliere il maggior numero di professionisti possibile. Il Lab22 è diventato così il fulcro dei nostri servizi.

4) Quali sono i vantaggi di lavorare in spazi condivisi con altri professionisti?

Primo fra tutti la possibilità di agevolare la risoluzione di problemi pratici, come possono essere traduzioni o elementi nozionistici. Non c’è isolamento, non si lavora più da soli, alienati nel proprio ufficio. C’è inoltre la possibilità di scambiarsi e consigliarsi progetti e parco clienti.

5) Come sono i rapporti con gli altri coworkers?

Ottimi.

6) Progetti in corso?

All’interno del coworking, nel ruolo di cowomanager, stiamo cercando di portare il Lab22 ad una nuova fase di sviluppo facendolo diventare Lab22 Sinergie. Significa spostare il significato del coworking, dalla semplice condivisione di spazi alla condivisione di progetti; questo per dare uno sviluppo ancora più positivo alla filosofia del condividere.

7) Come vedete il coworking da qui a cinque anni?

In generale, vedendo anche il fermento negli altri Comuni, pensiamo che la rete si amplierà. Siamo partiti che eravamo i sessantesimi in Italia, adesso solamente nella nostra rete siamo oltre centotrenta e fra cinque anni saremo sicuramente un migliaio, si raggiungerà il picco dello sviluppo del nuovo modo di lavorare proposto dal coworking. A sottolineare questo spirito ottimista vi è sicuramente la possibilità offerta dalle società statali: stanno permettendo ad una percentuale di lavoratori di lavorare da casa o nei coworking o nel progetto smart working. Sarà sempre più diffusa questa filosofia del lavorare insieme e noi non possiamo che esserne entusiasti.