#coworkersiamonoi. Il racconto di Nicola Bernasconi

#COWORKERSIAMONOI oggi il racconto di Nicola Bernasconi di Spazio1929 

Al lab22 coworking in questo periodo abbiamo fra i nostri coworkers Nicola Bernasconi, 44 anni, produttore cinematografico, attivo a Lugano nella Svizzera italiana.

Nicola, quattro anni fa, insieme a sette persone tutte attive a vario titolo nel mondo dell’audiovisivo ha cofondato a Lugano lo "Spazio 1929", primo vero coworking del Canton Ticino. Abbiamo così il piacere e l’opportunità di confrontarci con chi come noi condivide il concetto di coworking e ascoltare la sua esperienza:

“L’esigenza è nata innanzitutto dalla voglia di lavorare in uno spazio comune, condividendo professionalità, know how, interessi e relazioni interpersonali, andando al contempo incontro a una richiesta che era percepibile nell’aria da parte di molti giovani e meno giovani liberi professionisti che si trovavano spesso costretti a lavorare da casa, nell’impossibilità di affittarsi un ufficio proprio, in una società e in un mercato del lavoro sempre più votate alla flessibilità, alla mobilità, alla diversificazione del tempo e delle tipologie di lavoro. 

Il luogo è sempre determinante per caratterizzare un tipo di attività, e questo vale a maggior ragione per i coworking: noi siamo ospiti in una villa di 500mq degli anni ’30 del secolo scorso, di proprietà del comune di Lugano, immersa nel verde a due passi dal centro città, composta da 8 uffici, una mansarda open space, una grande sala al piano terra, cucina salottino e biblioteca/spazio riunioni. Nel nostro caso, il luogo ha fatto sì che lo Spazio 1929 potesse accogliere sia l’attività lavorativa (affitto di postazioni di lavoro in modalità coworking) sia un’attività di tipo sociale e culturale grazie alla sala al piano terra che di volta in volta si trasforma in spazio espositivo, luogo di feste e incontri, workshop, piccoli concerti, conferenze ecc La specificità dello Spazio 1929 (come quella di tutti i veri coworking, secondo me) è quella di considerare i coworkers non solo come semplici utenti e affittuari ma come risorsa umana e professionale da mettere in rete e coinvolgere anche nelle attività che di volta in volta vengono organizzate al suo interno. 

Oggi allo Spazio 1929 lavorano circa 35-40 persone, prevalentemente liberi professionisti attivi nei settori dell’audiovisivo, della grafica, della comunicazione, dell’architettura e della fotografia, con contratti di vario tipo che vanno dal full-time al part-time. Ovviamente c’è una grande mobilità all’interno della casa: oltre alla quindicina di “fedelissimi”, molte persone restano qualche mese e poi liberano la scrivania, altre condividono la stessa scrivania con più persone lavorando solo qualche giorno alla settimana. Il coworking è anche questo: non solo condivisione di spazi di lavoro e eventualmente di know how per creare sinergie, ma anche estrema flessibilità dell’offerta in quanto ogni singolo lavoratore è un universo a parte con le proprie specifiche esigenze, tempi e modalità lavorative.” 

Dal racconto di Nicola, capiamo di avere ovviamente spazi diversi, ma di avere molti punti in comune sulla concezione di come intendiamo vivere i nostri spazi di coworking.

"Mi occupo da vent'anni di produzione cinematografica, e da quando mi sono messo in proprio ho avuto modo di sperimentare in prima persona i benefici del coworking anche al di là dello Spazio 1929. Viaggiando spesso per lavoro o per seguire la famiglia, in più di un'occasione mi sono trovato nella necessità di crearmi un ufficio temporaneo. Sono queste le ragioni che mi hanno portato a conoscere e a lavorare presso il Lab22 di Monterotondo, uno spazio davvero ben ideato, accogliente, dove ho percepito immediatamente una grande sintonia con il mio modo di essere e di lavorare che è anche quello dello Spazio 1929 e che mi ha confermato che la filosofia del coworking è appunto innanzitutto un’atteggiamento mentale, uno stile di vita e di pensiero, oltre che la risposta più utile e intelligente alle mutate condizioni di lavoro e di gestione del tempo nella nostra società odierna."